I principi energetici del Voice Dialogue

Il principio base del Voice Dialogue è che siamo costituiti da diversi aspetti o schemi energetici, ognuno dei quali ha una sua struttura, sia come pensiero che come campo energetico.
Solo la minima parte (5%?) di questi aspetti è a nostra disposizione e costituisce quella che viene definita la personalità o,nel linguaggio del Voice Dialogue, sé primari.
Il resto (95%?) è tutto materiale rinnegato o sconosciuto, quindi parti ed energie non a nostra disposizione,ovvero i sé rinnegati.


Ogni persona è un campo di energia con differenti frequenze vibrazionali. Nella visione esoterica oltre il corpo fisico, costituito da energia densa e quindi visibile e toccabile, si parla di altri corpi energetici più sottili; questi campi elettromagnetici costituiscono la cosidetta aura, che possiamo immaginare come un grande ovoide fluttuante e vibrante.
E’ lo stato di questo campo bioenergetico, che è mutevole, a influenzare ad esempio l’attrazione o la repulsione verso le persone. Questa realtà energetica e vibrazionale influenza le funzioni fisiche e psicologiche; è vero anche il contrario: la presenza e l’espressione dei vari sé influenza e modifica il campo energetico.
Alcuni sé primari come il Protettore, il Critico, il Conoscitore psicologico hanno un campo energetico legato all’area della testa, del collo e delle spalle; ciò influenza il tipo di respirazione, il modo di sentirsi e relazionarsi.
Quindi se una persona è molto identificata con queste parti avrà come apparato vibrante la parte superiore del corpo. Le conseguenze possono essere una personalità rigida, problemi di cervicale, emicrania, spalle dolenti, insonnia e scollegamento con le parti più istintuali e visceralmente vitali.
Il Bambino vulnerabile, principe dei sé rinnegati, si presenta con postura, tono, espressione, gestualità diversi ed è collegato alla zona energetica del cuore e dello stomaco; ed è qui che si caricano gli squilibri dovuti alla non espressione e al non accudimento di questa importante parte.
Il campo energetico vibra quindi in modo diverso a seconda che a esprimersi sarà il Protettore o il Bambino. Il Counselor Voice Dialogue percepirà perciò una differente risonanza energetica e suo compito è rendere consapevole la persona di queste differenze e aiutarla a separarsi dai diversi sé e attivare un Ego consapevole.

Va da sé che in base a queste dinamiche il Voice Dialogue è un metodo completo che consente un approccio psicologico a vasto raggio, con concrete e maggiori chances di risultati.
Soprattutto è un vero percorso di consapevolezza; la conoscenza non è un approccio mentale ai processi dell’esistenza o una illuminazione: deriva esclusivamente dalla scoperta e dal contatto con i vari sé interiori.
Hal e Sidra Stone, gli ideatori del Voice Dialogue, sottolineano che il processo di consapevolezza è di basilare importanza: nel diventare consapevoli degli schemi di energia con i quali si è identificati, si è in grado di effettuare scelte reali e di vivere a più ampio raggio e con possibilità maggiori la propria vita.

 

Silvana Borile

 



(vedi il seminario correlato)

"Chi" sta facendo sesso?
- ovvero quale Sé è in onda -

I sé interiori determinano la nostra vita e ogni sé collegato alla sessualità ne ha una sua propria

C’è un aspetto molto importante nella nostra vita, verso cui non siamo abbastanza preparati: la sessualità.
Oltre a dare piacere è anche portatrice di energia vitale, se è vissuta bene.
Ma abbiamo scarse conoscenze in materia, al di là del numero di esperienze: quello di cui non siamo coscienti è che ogni sé interiore collegato alla sessualità, ne ha una sua propria, ed è molto salutare viverla.
Questo ci porta ad avere una vita sessuale più piena, variata, fantasiosa, eccitante e…terapeutica!


Il processo d’attrazione
Per ogni sé primario, ossia per ogni parte che compone la nostra personalità, vi è un sé rinnegato, tenuto fuori dal nostro campo di coscienza.
Quello che spesso avviene nel meccanismo di attrazione e di innamoramento è che si viene conquistati da persone che mandano in onda i propri aspetti rinnegati: lo testimonia la frase che molti dicono “mi sembra di conoscerti da sempre”! I sé rinnegati vibrano quando si riconoscono nella personalità dell’altro e creano il fenomeno dell’innamoramento.
Le attrazioni basate sui sé rinnegati possono essere estremamente potenti, fino a diventare un’ossessione. Quanto più forte è il rinnego, tanto più estrema sarà l’attrazione provata verso la persona che incarna l’energia
rinnegata. In genere siamo attirati in una relazione quando qualcosa dentro di noi desidera emergere.
La capacità di attrarre si identifica con ciò che una persona trasmette, ovvero quel "quid" energetico che sa creare connessione con le persone e conquistarle. E’ necessario risvegliare la propria naturale sensualità, ossia il potere personale, per essere in grado di conquistare non solo sul piano sentimentale ma anche sociale e professionale.
Hal e Sidra Stone, i due psicoterapeuti americani creatori del Voice Dialogue (il Dialogo delle Voci), definiscono la sensualità “l’energia di Afrodite”. Dea della mitologia greca, Afrodite vive sia nelle donne che negli uomini ed è un sé interiore che si manifesta non solo nell’area sessuale ma in tutto il corpo. E’ una vibrazione, un’onda energetica particolare, onda che è in grado di creare connessione con le persone e rendere se-ducenti.
In pratica la capacità di conquistare parte non dall’ aspetto, ma da ciò che una persona trasmette.


Per quanto concerne la sessualità, da una parte c’è l’istinto, dall’altra le leggi della società civile. Tutto il sistema di valori e di tabù sessuali e sociali concorrono a creare una situazione malsana, dove l’attività sessuale viene spesso considerata sporca e valutata in modo discriminante; infatti se un uomo ha molte donne è macho o play boy, la donna che si comporta allo stesso modo viene definita diversamente…; così viene educata al riserbo e al timore del sesso.
Quando la gente lavorava dodici ore e faceva tutto con la forza muscolare, la sera era così stanca che l’unico piacere era mangiare e dormire, forse un po’ di sesso frettoloso. E’ solo da pochi decenni che si è sviluppata l’idea di cercare qualcuno con cui vivere felici e fare bene sesso. Si è imbevuti di preconcetti e paure e non si è ricevuta alcuna educazione al piacere, al contatto fisico ed emotivo e al gioco erotico. L’orgasmo è un momento di totale abbandono psicofisico che interrompe per un attimo l’esistenza delle corazze difensive, un istante in cui non si è più separati dal resto dell’universo. La forza erotica crea un ampio canale attraverso cui l’energia può scorrere fra i due amanti, facendo vibrare i loro corpi e aprire i loro cuori. L’eros è una forza, una risonanza vibrazionale, meglio: è il risultato della risonanza fra due sistemi di energia che vibrano all’unisono; ma l’eros non dura per sempre, occorre lavorare per perpetuarlo.
La sessualità tende a restar ferma alla ripetizione della prima volta che, man mano che si ripete, perde di smalto. La soluzione per molti è utilizzare delle fantasie, ma l’intimità in una relazione non può vivere indefinitamente accanto a una vita di fantasia sempre orientata verso altri uomini o altre donne. Perciò occorre conoscere i numerosi sé sessuali che albergano in ognuno, avendo così la possibilità di una espressività molteplice e variata.


I sé sessuali
Bambino – Amazzone/Guerriero – Romantico – Magico – Tantrico - Play boy/Play girl – Primitivo – Gypsy - Spirito libero, per citarne alcuni.
Questi sé possono portare molta energia e non si possono negare: se si ricacciano nel mondo sotterraneo, cominciano a lavorare nell’ombra.


Uno dei sé della nostra costellazione interiore che rappresenta un
ingrediente essenziale per una relazione veramente completa è il Bambino interiore: è lui la base per la più profonda intimità.
Ci possono essere molti meravigliosi punti di contatto tra due persone: la coppia può funzionare magnificamente sul piano fisico, emotivo o professionale ma, senza il Bambino vulnerabile la relazione sarà priva di qualcosa di indefinibile, vi sarà sempre il desiderio di qualcosa di più.


I sé nemici della sessualità
Patriarca che porta dentro di noi le tradizioni del patriarcato ossia i valori, le regole e le leggi dei millenni passati. Nella sua visione del mondo, l’uomo deve incarnare le qualità maschili, la donna quelle femminili e ritiene la donna inferiore. Vuole la donna femminile ma contemporaneamente svaluta tutto ciò, perché teme tutte le manifestazioni collegate alla sessualità e alla sensualità della donna, a meno che siano a salvaguardia della relazione di coppia. Non distingue tra sensualità e sessualità, perciò le teme entrambe. Quindi frena l’atteggiamento seduttivo della donna; ma non dell’uomo: pur essendo un difensore del matrimonio, gli concede qualche evasione perché “è per natura cacciatore”. Il Patriarca è conscio nell’uomo, inconscio nella donna. Il sesso frettoloso, poco alimentato dal piacere in generale, è al servizio del Patriarca e di una visione limitata della sessualità.
Sé spirituali che in linea di massima si sono nutriti di una cultura
cristiana basata sulla macchia del peccato originale, i sensi di colpa, il sacrificio possono avere un atteggiamento di diniego e di rimprovero nei confronti del sesso.
Attivista, quella parte che non tira mai il freno e fa essere frenetici e frettolosi.
Perfezionista: insieme al sé attivista impone delle condizioni che rendono la vita un peso intollerabile. Richiede di fare tutto alla perfezione creando così blocchi, ingorghi energetici e una sorta di sclerotizzazione mentale: tutto ciò inibisce il calore, l’espressività, e la creatività.
Critico: è quella parte che critica e fa costantemente il confronto con gli altri. “Cosa dirà la gente?-sei brutto-sei insignificante-sei grasso-troppo magro-stai invecchiando-sei noioso-dovresti rifarti…-dovresti essere…per poter piacere-sei un fallimento“. Sono alcune delle considerazioni che questo sé, universale e potente, manda in onda non stop nella mente, facendo sentire inadeguati, insicuri, bloccando ogni iniziativa, soffocando la libera espressione.
Alcune dinamiche di vincolo uccidono la sessualità nel rapporto.
Quando l’uomo riveste il ruolo di Padre responsabile di Figlia bisognosa o la donna ha il ruolo di Madre responsabile di figlio bisognoso accade che l’adulto prende in carica la sessualità perché sa che il sesso è importante per la parte vulnerabile del partner. La sessualità c’è, ma manca qualcosa…
La dinamica Padre esigente e Figlia devota è uno schema di tipo patriarcale in cui la donna si sottomette al sesso come a un dovere, perciò non sente nessun piacere né desiderio.
Madre esigente e Figlio dipendente: qui la donna sente fortemente la propria sessualità e la mette al servizio del suo potere; ciò fa si che l’uomo possa dubitare della sua capacità sessuale.
Se si vive la relazione in un ruolo di vulnerabilità, dando tutto il potere al partner, la sessualità perde la sua intensità.
Quando si è molto critici verso il partner ma non si dice nulla, il desiderio può diminuire, perché ogni emozione non espressa si tramuta gradualmente in un silenzioso risentimento. Mettersi a nudo con le parole è già sesso.
Saper comunicare è una chiave fondamentale per la salute del rapporto.


Una sessualità piena e soddisfacente non inizia e finisce in camera da letto, non si può separare la parte fisica della relazione da ciò che accade tra i due partner negli altri aspetti della loro vita.
La sessualità non funziona perché la relazione non funziona; è solo la punta dell’iceberg, è il segnale d’allarme per tutti quei temi su cui bisognerebbe lavorare. In genere il punto non è cosa si fa di sbagliato nel sesso, ma è “chi” sbaglia.
Quando si comincia a scoprire quali sono i sé che conducono il gioco della sessualità, le cose iniziano a cambiare.

Silvana Borile

 

Bibliografia
Hal e Sidra Stone:           - La coppia viva Ed. Crisalide
                                       - Tu e Io Ed. Mir

Franca Errani Civita:       - Il caleidoscopio interiore Ed. Mir
                                       - Percorsi di trasformazione

John Pierrakos:                - Eros, Amore e Sessualità Ed. Crisalide
Jacopo Fo:                       - Lo zen e l’arte di scopare Ed. Demetra
Baratella-Borile–Gallo:    - Afrodite si svela Tesi Scuola Voice Dialogue





(vedi corso correlato)

Il Training Autogeno, questo sconosciuto
 

Conoscere se stessi è forse la cosa più importante della nostra esistenza, perché solo sapendo chi si è veramente si è in grado di utilizzare le risorse adeguate ai nostri obiettivi.
Questo bisogno di consapevolezza è sempre stato presente in me; già da bambina mi facevo domande tipo “E’ questa la vera vita oppure è quella dei sogni?” E mi davo anche la risposta: “E’ questa, perché è in questa che me lo chiedo!” Ho visto in seguito che anche Cartesio….(“cogito ergo sum”)!
Prima di scoprire il Voice Dialogue, che considero la via regia alla consapevolezza e all’integrazione, avevo utilizzato con successo il Training Autogeno.
Come il Voice Dialogue, il T.A. è un sistema per conoscere, sviluppare e riequilibrare se stessi, ma con un diverso procedimento.

Il rilassamento: il corpo partecipa ad ogni emozione, e reagisce a quelle negative (ansia, collera, paura) con una contrazione muscolare che con l’andar degli anni si accumula e diventa cronica, creando quel che Wilhelm Reich ha definito “armatura muscolare“ e “corazza caratteriale cronica”. Questa situazione nel corpo, oltre a creare dolori e malesseri, blocca l’energia vitale, con conseguente stato di stanchezza. Inoltre si vive con una percentuale(5-10%?) ridotta delle proprie capacità, ci si sente insicuri, inadeguati, mancanti di qualcosa. La corazza blocca una piena conoscenza ed espressione di sé; se avete visto “Excalibur” un film di alcuni anni fa, ricorderete che Parsifal vive una lunga e travagliata ricerca del sacro Graal e arriva finalmente a trovare la luce quando cade nelle profondità di un lago e la sua armatura si sgretola e lo lascia libero.

La respirazione: il respiro è vita, respirare bene vuol dire vivere bene, vivere più calmi, più lucidi, con una maggiore concentrazione mentale.
La respirazione favorisce la circolazione sanguigna, il sistema linfatico, ossigena e stimola gli organi interni. Ricerche di laboratorio hanno dimostrato che il T.A. può ridurre il tasso di colesterolo, regolarizzare la pressione sanguigna, migliorare le funzioni neurovegetative.

L'autoterapia: attraverso il contatto e l’utilizzo del prana, l’energia vitale,
ci si ricarica e ci si cura in modo naturale; il risultato per moltissime persone è stato l’eliminazione dei medicinali.

Nel T.A. c'è  una speciale tecnica, che aiuta a raggiungere i propri obiettivi e fa funzionare i meccanismi di guarigione insiti nel corpo e nella mente: la visualizzazione creativa o programmazione positiva.
(vedi articolo Sogno Guidato)

I benefici dell’utilizzo del Training Autogeno, che prevede pochi mesi di apprendimento, sono molteplici. I risultati si vedono presto e si concretizzano con l'eliminazione dello stress, e uno sviluppo a largo raggio della propria personalità, della sicurezza in se stessi e consente di affrontare bene ogni problema.
In dettaglio sul piano psichico agisce su insonnia, nevrosi, ansia, depressione, panico, fobie, paure, insicurezza, timidezza,  insonnia, tic, balbuzie, dipendenza da fumo, cibo, alcool. Migliora le prestazioni professionali, scolastiche, artistiche, sportive. Sviluppa la capacità di parlare in pubblico.
Sul piano fisico agisce su mal di schiena, cervicale, cefalea, emicrania, allergie, asma, raffreddore, sinusite, tachicardia, ipertensione, gastrite, ulcera, difficoltà digestive, nausea, colite, stipsi, disturbi sessuali, disturbi mestruali, menopausa, problemi della pelle, sistema immunitario; riduce i tempi di travaglio nel parto.

Il T.A. nasce negli anni trenta da J.H. Shultz, medico e psichiatra; in Italia è conosciuto ma non quanto meriterebbe. C’è da chiedersi come mai questo metodo così efficace e facilmente fruibile (un incontro settimanale e la pratica quotidiana per pochi mesi) non si sia allargato a macchia d’olio.

Personalmente devo al Training Autogeno un gran colpo di timone per la mia vita: ha consentito l’emersione di talenti dormienti come il fluido energetico e le facoltà intuitive, creando una strada professionale più consona alla mia indole. E di ciò sono profondamente grata.

Silvana Borile





(vedi corso correlato)

Il Sogno Guidato
 

L’energia segue il pensiero. Quando realizziamo qualcosa, lo creiamo sempre inizialmente sotto forma di pensiero. L’idea è una cianografia: crea un’immagine della forma, poi la dinamizza facendo fluire l’energia fisica in quella forma; alla fine si manifesta sul piano fisico. Lo stesso principio vale anche se non intraprendiamo alcuna azione fisica diretta per realizzare concretamente un’idea. Il semplice fatto di aver un’idea in mente e di tenerla, costituisce un’energia che tenderà ad attrarre e creare quella forma astratta sul piano materiale.
 

Lo stato mentale attivato dal Sogno guidato è uno stato sfumato che sta a metà fra la veglia ed il sonno. Possiamo definirlo come uno stato ipnoide caratterizzato a livello comportamentale, da rilassamento psicomotorio, battito delle palpebre, chiusura degli occhi e piacevole sensazione di benessere globale. Lo stato mentale del Sogno guidato è ben più vicino allo stato di veglia che allo stato di sonno.

L’obiettivo generale che ci si pone con questa tecnica è quello di modificare l’atteggiamento del soggetto durante il suo sogno e trasferire questo nuovo schema mentale durante lo stato di veglia. Il counselor fa emergere ciò che è presente nelle risorse inconsce del soggetto (attiva dei sé).
 

I sogni guidati sono ricchi di immagini archetipiche. Il primo a parlare di Rève  éveillé dirigé, il sogno da svegli guidato, è stato lo psicologo Robert Desoille. Con il rève éveillé dirigé si fa un uso attivo dell’inconscio e si pilota il soggetto verso la manifestazione delle sue potenzialità. Si fanno vivere alla persona, posta in stato di rilassamento, alcune situazioni mentali dando immagini iniziali e poi lasciando che esprima quello che man mano la sua fantasia le suggerisce.  Arriva così a liberare alcuni contenuti repressi che bloccano la sua crescita oltre che minare il suo equilibrio.

Il materiale spontaneo che emerge è rivelatore del mondo interiore, con i suoi blocchi e i suoi problemi, della situazione affettiva della persona e del suo modo di affrontare la vita; con la sperimentazione nel sogno guidato, attraverso anche i suggerimenti del counselor, del potere dei simboli, della possibilità di superare gli ostacoli, il soggetto diviene in grado di avviare un processo di maturazione, di assumere un atteggiamento attivo, di superare i suoi conflitti, i suoi problemi e i suoi ostacoli e di aprire le porte alla sua energia creativa.
 

Una particolare applicazione del Sogno guidato viene utilizzata in sedute di gruppo. In questo ambito viene proposto un simbolo la cui dinamica è suggerita interamente dal conduttore. I simboli ci mettono in contatto con aspetti interiori inaccessibili alla mente analitica e ci conducono a capire ‘vedendo’, visualizzando anziché ‘pensando’. Possono rivelare realtà interiori di cui non si sospetta l’esistenza. Il simbolo ha la proprietà di dirigere e strutturare alcune energie inconsce. Visualizzare per es. lo sbocciare di una rosa orienta i vettori dell’inconscio nella direzione dello sviluppo, dell’evoluzione.

 

Possiamo a ragione dire: in principio era l’immagine. Vediamo perché l’immagine, ossia la visualizzazione creativa, influenza la realtà personale. Il sistema nervoso, che ci fa reagire alle situazioni, non può valutare la differenza tra una esperienza reale e una immaginata: in entrambi i casi reagisce ai dati comunicatigli dal cervello, ossia reagisce in conformità a quanto si pensa o si immagina. Il pensiero, che è una forma di energia veloce e sottile, si manifesta nel cervello componendo i neuroni, le cellule nervose, in forme tridimensionali simili a geroglifici, in un infinito numero di combinazioni. Qualsiasi realtà con cui entriamo in contatto, può essere per esempio una penna, viene raffigurata nel cervello da uno specifico geroglifico di neuroni.

 

La cosa importante da sottolineare è che sia che noi vediamo la penna, sia che la immaginiamo soltanto, nel nostro cervello si forma lo stesso disegno di neuroni, che trasmetterà quindi il medesimo impulso al sistema nervoso. Perciò il sistema nervoso, che condiziona le nostre reazioni, non distingue se una cosa è vera o solo immaginata. Possiamo sperimentarlo con immediatezza, immaginando di addentare una fetta di limone: la reazione sarà un aumento della salivazione o addirittura un senso di forte fastidio nella zona mandibolare. In conclusione immaginare porta a una attivazione cerebrale identica a quella dell’agire.
 

Silvana Borile

 


La seduzione non è legata esclusivamente alla vita sentimentale , ma è in senso lato la capacità di attrarre le persone nella vita di tutti i giorni: nei rapporti sociali, nel campo delle amicizie e della professione.

Non ha a che fare con la bellezza, ma è un’arte legata ad altre qualità.

 

Prima fra tutte la sensualità .

Hal e Sidra Stone, gli  psicoterapeuti  creatori del Voice Dialogue  definiscono la sensualità “l’energia di Afrodite”. Dea della mitologia greca, Afrodite vive sia nelle donne che negli uomini ed è un sé interiore che si manifesta non solo nell’area sessuale ma in tutto il corpo. E’ una vibrazione, un’onda  energetica particolare, onda che è in grado di creare connessione con le persone e rendere seducenti.

Il contatto e quindi l'utilizzo della vibrazione di Afrodite viene favorito dalle sedute di Voice Dialogue e dai Seminari sul tema.

 

Il rapporto di seduzione è il nostro primo rapporto con il mondo, avviene con il sorriso. E’ il primo mezzo per comunicare con il neonato che non tarda a servirsene a sua volta. Quasi tutti i bambini sanno spontaneamene servirsi della seduzione per ottenere ciò che desiderano e per farsi amare. Il sorriso dice più di mille parole, dice a chi è rivolto “mi piaci” “sono contento di vederti”.

 

Un altro complice della seduzione è ridere. La risata disinibisce e facilita il rapporto con l’altro. La persona che riesce a far ridere ha maggiori possibilità di conquista.

 

Lo sguardo è l’espressione intima e intensa delle proprie doti ( i sé!), quindi un eccellente veicolo di seduzione, se si è in contatto con la propria Afrodite.  Si parla di “occhiata assassina” ossia quello sguardo che colpisce e magnetizza.

 

Anche la voce ha il proprio potenziale seduttivo. Una voce bassa, profonda è seducente e  nasce dalla capacità di rilassarsi, respirare profondamente,in una parola essere centrati.

 

Per quanto riguarda la bellezza,la pubblicità la spaccia per seduzione per promuovere le vendite, spinta da innumerevoli strutture:

chirurgia estetica- trattamenti estetici- massaggi- prodotti per capelli, viso e corpo- profumi-maquillage- abbigliamento – calzature – gioielli -bigiotteria-palestre-centri benessere.

 Un impero che ha un must: far credere che la bellezza sta alla base della capacità di conquistare e avere successo!

Il suo veicolo, la pubblicità, propone ai nostri sguardi corpi perfetti, magnificati,corretti e addobbati alla moda,presentati come supporto naturale della seduzione.

 Cadere in questa trappola rende perennemente frustrati: l’antitesi della seduzione!

La bellezza può aiutare ma non è indispensabile perché la seduzione è soprattutto un  fenomeno interiore che si sottrae ai cliché della moda, della bellezza, dell’età.

Quante persone sono rimaste fredde e distaccate di fronte a qualcuno dal fisico perfetto e al contrario sono rimaste affascinate da una persona al primo impatto insignificante, ma che ben presto rivela quel certo non so che?

La seduzione è ciò che una persona trasmette.

La seduzione è un modo d’essere.

Capire le esigenze dell’altro, saper ascoltare, parlare di ciò che lo interessa, dargli importanza, in una parola gratificarlo, fa sì che questa persona si interessi a noi e sia contenta di stare in nostra compagnia.

infine, per sedurre occorre piacersi, aver fiducia in sé stessi: la sicurezza è molto attraente!

 

I nemici di Afrodite

Alcuni sé bloccano le parti afroditiche e sono per lo più:

Patriarca: ha molta paura dell’energia di Afrodite ma,  trasformato adeguatamente,  può diventare il suo protettore e il suo cavaliere. Il Patriarca porta dentro di noi le tradizioni del patriarcato ossia i valori, le regole e le leggi dei millenni passati. 

Vuole la donna femminile ma contemporaneamente svaluta tutto ciò, perché teme tutte le manifestazioni collegate alla sessualità e alla sensualità della donna, a meno che siano a salvaguardia della relazione di coppia. Non distingue tra sensualità e sessualità, perciò le teme entrambe. Non a caso nella mitologia l’uomo è spesso vittima della fascinazione femminile: Circe, le Sirene. Quindi frena l’atteggiamento seduttivo della donna, ma non dell’uomo; pur essendo un difensore del matrimonio, gli concede qualche evasione perché “è per natura cacciatore”. Inutile sottolineare le definizioni date alla donna che ha lo stesso comportamento.

Il sesso frettoloso, poco alimentato dal piacere in generale, è al servizio del Patriarca e di una visione  limitata della sessualità.

 

Matriarca: è quel sé che porta le tradizioni del matriarcato; considera gli uomini inferiori alle donne . A differenza del Patriarca la Matriarca non ha un doppio sistema di valori per l’uomo e la donna: ciò che vale per l’uno vale anche per l’altra. Ammira i valori femminili in entrambi e condanna il tradimento sia nel maschio che nella femmina, perciò non concede spazio alla seduzione “fuori casa”.

 

Sé spirituali: in linea di massima si sono nutriti di una cultura cristiana basata sulla macchia del peccato originale, i sensi di colpa, il sacrificio ecc. ;  possono avere un atteggiamento di diniego e di rimprovero nei confronti dell’energia afroditica che è sensuale e legata al corpo; viene scambiata per sessualità o come accesso alla stessa e quindi condannata.

 

Perfezionista: impone delle condizioni che rendono la vita un peso intollerabile. Richiede di fare tutto alla perfezione creando così blocchi, ingorghi energetici e una sorta di sclerotizzazione mentale: tutto ciò inibisce il calore, l’espressività, la creatività e la libertà di Afrodite.
 

Critico: è quella parte di noi che ci critica e ci confronta costantemente con gli altri, facendo proprie le regole degli altri sé. “Cosa dirà la gente?-sei brutto-sei insignificante-sei grasso-troppo-magro-stai invecchiando-sei noioso-dovresti rifarti… -dovresti essere… per poter piacere-sei un fallimento“. Sono alcune delle considerazioni che questo sé, universale e potente, manda in onda non stop nella nostra mente, facendoci sentire inadeguati, insicuri, bloccando ogni iniziativa, soffocando la creatività. Non occorrono altri commenti: si può arguire come si possa definirlo il nemico numero uno della capacità di conquistare.

 

Silvana Borile

 



Prevenire e curare
 

Anni orsono, un’avvenente signora americana, divenuta poi famosa, fu colta dal panico perché le venne diagnosticato un  tumore vaginale, con pochi mesi di vita,se non si fosse operata subito.  Messa di fronte a questa tragica realtà, ripercorse le tappe principali della sua vita e giunse alla conclusione che questa malattia era il risultato di esperienze negative, rabbia repressa, rancore trattenuto a lungo, angosce non esternate. Da qui la convinzione che per sconfiggere il cancro doveva rivoluziona re il proprio stile di vita, avere un atteggiamento più ottimistico e une spirito più positivo.  Perché anche se si fosse sottoposta a intervento chirurgico per rimuovere il cancro, senza cancellare i modelli di pensiero, i sistemi di credenze che l'avevano generato, probabilmente il tumore si sarebbe riformato. Così chiese tempo al medico, che a malincuore le concesse tre mesi, avvertendola che il ritardo dell'intervento chirurgico poteva mettere a repentaglio la sua vita.
 

Louise Hay, questo è  il suo nome, cominciò immediatamente a lavorare su di sé: si fece aiutare da un esperto in scienza dall'alimentazione per disintossicare l'organismo; andò da un terapeuta per rimuovere l'antico livore che la rodeva, rendendosi conto di non essersi mai accorta di covare un rancore così profondo.  Spesso infatti siamo incapaci di riconoscere i nostri veri sentimenti, le nostre reali emozioni. Nel suo libro "Puoi guarire la tua vita" L. Hay afferma:"oltre alla dieta allo scarico della rabbia e al lasciar andare le cose, mi focalizzavo sugli aspetti di me che consideravo buone qualità, invece di soffermarmi sempre, come facevo prima, sugli aspetti che consideravo carenti, in una continua autocritica.  La mia salute cominciò a migliorare". Di fatto, dopo sei mesi dalla diagnosi, il responso fu: "guarita completamente!"
 

Forse sarà capitato anche a voi di mettere in relazione un vostro malessere o  una malattia con degli eventi che avete vissuto, magari una difficile situazione di lavoro, o una relazione sofferta,  o la scomparsa di una persona cara.

E' così: lo stress emotivo, la tensione continua abbassano le difese immunitarie, fanno funzionare male gli organi e le cellule del nostro corpo. Non vi è stato d'animo che non sia registrato dal cuore,dai polmoni, dal fegato, dalle reni, dallo stomaco, dall’intestino.

E così giorno dopo giorno si prepara terreno alla malattia,che può essere più o meno grave a seconda del disagio o della tensione che c'è dentro di noi.

Se in noi non c'è equilibrio, diviene visibile nel corpo attraverso vari sintomi.

La medicina ufficiale cerca di eliminare il sintomo, opera su ciò che di patologico si manifesta, senza chiedersi che cosa ci sia sotto il sintomo. Un'automobile possiede delle spie che si accendono quando qualcosa non va;  la malattia è la spia del nostro personale veicolo, il corpo.
 

Ma non ha senso eliminare la lampadina che ha fatto accendere la spia, perché non risolve il vero guasto.

Il numero dei malati non è diminuito da quando si è sviluppata la moderna medicina scientifica. Ha un senso relativo diventare sempre più specializza solo nell’aggiustare il veicolo, il corpo; meglio evitare che si danneggi.

Come  si fa? Anni di esperienza come  mi hanno dimostrato   l'importanza di lavorare sul corpo,  per ridurre le tensioni muscolari, spesso croniche. Altro punto importante è quello di ripulire la struttura mentale, cambiando certi rigidi schemi di pensiero, spesso negativi, equilibrare l'emotività e accrescere l'autostima, cosa di cui tantissime persone, non immaginate quante, sono carenti. Questo lavoro sul corpo e sulla psiche viene fatto in maniera eccellente dal Training Autogeno una tecnica di rilassamento psicofisico.
Questo metodo prevede pochi mesi di lavoro, i risultati si vedono abbastanza presto e si concretizzano con l'eliminazione dello stress, un aumento di salute e di energia e uno sviluppo a largo raggio della propria personalità e della sicurezza in se stessi; cosa che  favorisce le relazioni, il parlare in pubblico e così via. Il Training Autogeno utilizza diverse tecniche.
La respirazione: il respiro è vita, respirare bene vuol dire vivere bene, vivere più centrati, più calmi, più lucidi, con una maggiore concentrazione mentale.
La respirazione favorisce la circolazione sanguigna, il sistema linfatico, ossigena e stimola gli organi interni. Uno studio sugli animali ha portato alla conclusione che gli animali a respirazione lenta vivono più a lungo. Nel T.A. c'è  una speciale tecnica, che fa funzionare i meccanismi di guarigione insiti nel nostro corpo e nella nostra mente: la visualizzazione creativa (vedi articolo Sogno Guidato).

In un ospedale  è stata fatta questa ricerca: ad un gruppo di pazienti con ulcera emorragica è stato somministrato il placebo, ossia una innocua pillola di acqua e zucchero, con queste parole: "È l'ultimo eccezionale ritrovato in fatto di ulcera emorragica". Ben il 70% dei pazienti ha avuto l'arresto dell'emorragia! Ad un altro gruppo, stessa innocua pillola, ma differenti parole: "È l'ultimo ritrovato di cui però non sappiamo ancora bene gli esiti. Risultato: solo il 25% dei pazienti ha avuto l'arresto dell'emorragia!
Questo ci sottolinea la capacità, il potere della nostra mente.
Un lavoro molto importante che può servire sia a curare che prevenire le malattie  è il  Riequilibrio Energetico: avviene con l'imposizione delle mani e  aiuta a mettere e mantenere in equilibrio,quindi in salute ,il nostro corpo e la nostra psiche. Il  corpo  è costituito da energia densa e da energia più sottile ed è costellato dai chakra, vortici che regolano il flusso energetico del corpo umano. Ciascun chakra è associato a una ghiandola endocrina e a un certo gruppo di nervi  o plesso.
Il loro funzionamento riflette il modo in cui si vivono gli eventi della propria vita.
La nostra società, la nostra cultura non ci ha trasmesso una importante verità: che noi possiamo essere abili creatori della nostra realtà, quindi anche della nostra salute. Ma, grazie al cielo, abbiamo a disposizione queste tecniche che ci consentono di passare da uno stato di mal-essere a uno stato di ben-essere.


                                                  Silvana Borile


Il sé Attivista è l’aspetto di noi legato all’agire.
È opportuno avere una parte attiva che gestisce gli aspetti della nostra vita legati all'azione, ma diventa un problema se questa energia prende troppo spazio e non ci lascia godere altri aspetti della vita.
L’Attivista ci aiuta a realizzarci, rende concreti i nostri obiettivi; ha una sua lista di cose da fare: il suo programma è intenso e non gli piace che ci rilassiamo o che sprechiamo tempo.
Grazie a lui portiamo a termine i nostri impegni, ma, se è molto forte è capace di rovinarci ogni momento di riposo ricordandoci che ci sono molte cose da fare e la sua lista potrebbe essere interminabile.
La nostra società si basa molto sull’agire: famiglia, scuola, azienda, sono validi stimoli alla crescita dell'Attivista.
La sua presenza è evidente nelle persone di successo, ma è un sé presente in moltissime persone. Nelle sedute di Voice Dialogue, quando questa parte viene interpellata dal counselor sul motivo del suo incessante incitamento all’azione, tre sono in genere i motivi che adduce: 1) teme che altrimenti la persona vada in depressione 2) che senta la solitudine 3) solo se si mostra attiva viene considerata.
Il sé attivista ha una grande vitalità e ci fa dono di una notevole energia; il problema è che:

  • non ha il senso del tempo e ci fa prendere più impegni di quelli che riusciamo a eseguire
  • non ha contatto con il corpo fisico e suoi bisogni e quindi ci fa abusare di noi stessi
  • valuta le persone per quello che fanno e non per quello che sono.

  • Possiamo fare in questo momento l’esperienza del nostro Attivista facendo una lista mentale delle cose da fare: in casa, al lavoro, per i figli, il/la consorte, le telefonate, le cose da leggere e così via. E’ molto probabile che siamo assaliti da uno stato d’ansia, da una pressione al petto, o qualche altra sgradevole sensazione: è ciò che ci regala l’Attivista.
    Hal e Sidra Stone,nel loro libro “Tu & io” sottolineano che questo aspetto di noi, unito al Critico, può creare ripercussioni sulla salute, sia fisica che mentale.
    Ricordiamo che ogni sé primario (i sé primari costituiscono la nostra personalità) ha preso così tanto spazio a fin di bene e per proteggere la nostra vulnerabilità. Nel caso dell'Attivista, molto spesso di tratta della paura di non essere amati se non siamo bravi a fare le cose; egli ci vuole "bravi" nel mondo. Al di sotto vibra la paura che, se non siamo bravi ed efficienti gli altri ci giudicheranno, o abbandoneranno.
    Solo quando questa vulnerabilità è accudita dall’ego consapevole possiamo portare più equilibrio e serenità nella nostra vita.

Silvana Borile



È quella parte di noi che è e resterà sempre bambina e porta in sé molti doni: la vitalità, la giocosità, la gioia di vivere e il contatto con la nostra essenza.
Quando non la conosciamo e non la accudiamo, lasciandola sepolta dentro di noi, sentiamo una sorta di buco emotivo che cercheremo di colmare con il cibo, con il sesso, l’alcool, la droga, l’eccesso di lavoro o di divertimento . Palliativi che funzionano parzialmente, perché i nostri bambini interiori hanno bisogno di altro: protezione, sicurezza, accettazione e soprattutto amore.
Tutto il nostro sistema psichico - ovvero i sé primari che costituiscono la nostra personalità, si è strutturato già dalla nostra infanzia per proteggere le nostre parti vulnerabili, ma sovente questa protezione è diventata un rinnego, un soffocamento delle nostre parti bambine, facendoci perdere la loro magia e la loro vitalità. Tante ansie, tante depressioni, tante stanchezze inspiegabili nascono dall’avere dentro di noi delle parti rinnegate; il che significa che ci sono, ma sono represse!
È quindi importante poter incontrare il nostro bimbo rinnegato, anzi i nostri bimbi, perché sono diversi : vulnerabile, bisognoso, giocoso, magico. Il bambino vulnerabile porta in sé la sensibilità e la paura; quello giocoso porta in sé il gusto del gioco ed è quello con cui è più facile entrare in contatto; quello bisognoso tende ad aspettarsi molto dagli altri e li investe di un ruolo genitoriale; infine il bambino interiore porta la fantasia,l’ immaginazione,la creatività e l’intuizione, doti molto utili da avere a disposizione!
I sé bambini giocano un ruolo straordinario nei rapporti, specialmente quelli di coppia. Finché non impariamo a prenderci cura dei nostri bisogni,della nostra vulnerabilità, ossia del bambino dentro,si è destinati a legarsi all’altro come figli bisognosi e vedere così ogni aspettativa delusa.
Solo conoscendo e accudendo il nostro bambino interiore, si è in grado di attrarre relazioni soddisfacenti.

Silvana Borile



Il Channeling (canalizzazione) è l’incontro con le guide spirituali.
Queste guide – angeli o entità - sono perlopiù ritenute esseri al di fuori di noi, che ci contattano e si esprimono attraverso un channeler, il canale, il mezzo.
Un tempo veniva definito medium: questi cadeva in trance e attraverso lui comunicava lo spirito guida.
I moderni medium non vanno in trance, ma entrano in uno stato di ricettività meditativa.
Nella mia esperienza di channeler e counselor Voice Dialogue, ho verificato che molto spesso non si tratta di angeli o entità, ossia altri esseri, ma aspetti nostri interiori, con un elevato stato di coscienza e un bellissimo campo energetico, che avvolge e permea sia il channeler che la persona che consulta.
Dentro ognuno di noi ci sono molte energie spirituali, ossia molti che sono in grado di condurre , da una posizione privilegiata, la nostra vita: una visione ampia, dall’alto, come trovarsi su un elicottero ed essere in grado di vedere cosa avviene in ambo i lati di un monte e prevedere cosa potrebbe accadere. Questi sé
spirituali hanno una visione intuitiva e veggente.
Nel mio caso, essendo anche pranoterapeuta, le mie guide fanno un check-up interiore che segnala quali sono i blocchi che impediscono di raggiungere i propri obiettivi.
Questi sé spirituali sono presenti in ognuno, ma in genere sono occultati: con il Voice Dialogue possono rivelarsi e diventare un prezioso patrimonio e una fonte di intuizione e conoscenza. Attraverso il contatto con questi sé, spirituali e intuitivi si potranno avere risposte importanti e un aiuto speciale per molti aspetti della propria vita.
Le energie spirituali sono energie reali, ed hanno la capacità di veicolare grande bellezza e significato dell’esistenza.

Silvana Borile




Rilassarsi per conoscersi
- e ottimizzare la propria vita -

 

Conoscere se stessi è forse la cosa più importante della nostra esistenza; perché solo sapendo chi siamo veramente si è in grado di utilizzare tutte le nostre energiet per arrivare dove desideriamo.
Al di là degli scopi che ognuno si prefigge, un’ unica meta urge dentro di noi: il nostro essere globale.

Spesso ci sentiamo mancanti di qualche cosa e cerchiamo di colmare questo vuoto, questo senso solitudine con incontri, svaghi, attività che placano solo in parte i nostri bisogni; perché non è fuori di noi che dobbiamo cercare ma dentro noi stessi.

Siamo una struttura complessa, costituita da vari aspetti e uno dei modi per entrarvi in contatto è l’ascolto del corpo.
Ponendoci in uno stato di quiete, di silenzio, siamo in grado di arrivare oltre ciò che siamo abituati a percepire.

Il metodo del rilassamento psicofisico è una tecnica efficace per questo obiettivo.
II nostro corpo partecipa ad ogni emozione, ogni ansia, ogni paura, ogni incertezza, ogni collera da noi vissute e reagisce a queste sensazioni entrando in contrazione muscolare. Con I’andar del tempo questa tensione muscolare aumenta e si fissa nel nostro corpo creando quella che lo psicologo Wilhelm Reich ha definito “armatura muscolare” o “corazza caratteriale”.
Questa corazza nasconde e trattiene alcune nostre parti e il risultato è che noi viviamo con una percentuale molto bassa di tutto il nostro potenziale. Diminuisce la vitalità, ci si sente stanchi, insoddisfatti, insicuri. Siamo bloccati nelle nostre manifestazioni. Il nostro contatto con gli altri è inadeguato, perché questa tensione fa da freno.

Ora se noi eliminiamo questa tensione muscolare e di conseguenza mentale, provochiamo una distensione nel nostro corpo e nella nostra mente Questo stato di distensione, di rilassamento, porta con sé una serie di risultati.

Un atteggiamento mentale più positivo: la realtà può essere in un certo modo, ma il suo sviluppo può dipendere da come noi la percepiamo. Conosciamo tutti il concetto del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: il pessimista si sente infelice per la “mancanza” e l’ottimista contento per la “presenza”.
Di fronte alla stessa realtà due differenti atteggiamenti:il primo andrà verso la vita e i suoi problemi con un atteggiamento disfattista e chi è cosi di solito non riscuote molte simpatie; l’altro invece avrà un atteggiamento più positivo con maggiori opportunità di attrarre persone e situazioni.

L’uso delle tecniche di rilassamento riduce anche lo stress e non si arriva più a sera stanchi, senza magari aver combinato granchè.

Concentrazione, lucidità mentale, e aumento della memoria sono un’altra conseguenza del lavoro su se stessi. Si può riuscire a studiare in tempi più brevi e con un maggiore risultato, a essere più efficienti e incisivi in una riunione di lavoro.
II rilassamento ci insegna a vivere il “qui ed ora”. Ci conduce a essere più consapevolmente nel presente.

Ascoltare il proprio corpo, percepire il proprio ritmo, porta a una dimensione personale che ha come conseguenza il rafforzamento della personalità e della sicurezza in se stessi, maggior capacità di affrontare interrogazioni, esami, colloqui di lavoro, gare sportive e di gestire molto meglio qualsiasi problema.

Una parte molto importante nel lavoro d! scoperta di sé è il respiro.
Il respiro, lo sappiamo, è vita e respirare bene significa vivere bene. Perciò è importante mettere l’attenzione a un respiro completo, lento e profondo. Questo modo di respirare stimola il cervello aumentandone l’ossigenazione e toglie quello stato di torpore mentale o di depressione che talvolta insorgono senza alcun motivo apparente. Inoltre ricarica molto di energia.

Rilassamento e respirazione completa sono due grandi alleati per entrare in contatto con noi stessi.
Dare riposo a un io sempre in agitazione vuoi dire scoprire che esiste un io più grande.

Silvana Borile




(vedi il seminario correlato)

Il critico interiore
 

Il Voice Dialogue, ovvero la psicologia dei sé, ci dice che questo aspetto di noi è particolarmente intelligente, potente, ma distruttiva. E’ infatti quella parte che ci aspetta allo specchio ogni giorno e sottolinea tutto quello che non va nel nostro aspetto, impietosamente. Prosegue poi nella giornata paragonandoci agli altri, naturalmente a nostro sfavore: secondo lui sono sempre meglio. Il martellamento continua sottolineando che non siamo abbastanza capaci, buoni, sicuri ecc.
È sempre pronto a elencare le nostre manchevolezze e i nostri insuccessi, ci sveglia il mattino presto per farci riesaminare con disgusto un nostro comportamento del giorno prima, ricordando ogni dettaglio negativo e via di seguito. Il suo motto è “C’è qualcosa che non va in te” o, variante, “Il tuo problema è…”
Questo sé che esercita su di noi un’influenza così distruttiva non è nato dal nulla, è cresciuto nel fertile terreno fornito dai giudizi delle persone che ci circondano, in testa a tutte la famiglia d’origine.
Il nostro Critico uccide la nostra creatività e, soprattutto, non ci lascia mai; Hal e Sidra Stone, nel loro libro “Il Critico interiore” definiscono questo sé “radio crazy” la radio folle, perché va in onda continuamente, creando in noi abbattimento, depressione, insicurezza, impotenza e sensi di colpa. Si comporta come un sabotatore in ogni settore della nostra vita, ci sgrida e denigra continuamente, ma in realtà il suo intento è buono! Lo scopo di questo sé è di farci migliorare, in modo che possiamo essere sempre più accettati e amati dagli altri, ed avere successo. Il Critico Interiore vuole che tutto ci vada bene. Il problema è che lo fa con la sua visione della realtà e con tutta la sua potenza e così ci blocca! La domanda a questo punto è: “Si può neutralizzarlo?” Si. Attraverso la tecnica del Voice Dialogue si può entrare in contatto con questa parte di noi e imparare a ridurne l’intensità e l’influenza negativa. Trasformando così il Critico in un potente alleato.

Silvana Borile



(vedi il seminario correlato)

Il partner giusto
 

La relazione di coppia è un’avventura in comune.
Si cresce con la convinzione che l’amore sia una cosa semplice ,due cuori e una capanna e tutto andrà da sé; niente di più sbagliato. La relazione di coppia va vista come una azienda che per funzionare ha bisogno di conoscenze specifiche, cure, strategie; insomma una coltivazione continua. Innanzitutto, prima di trovare il partner occorre scoprire ciò che influenza il proprio orientamento nel processo dell’attrazione. Anche se non si è consapevoli, i modelli genitoriali hanno una considerevole influenza e occorre scoprire quale.
Nella fase della conquista è molto utile conoscere i propri punti di forza (sovente si è più concentrati sulle debolezze) e una volta iniziato il rapporto è importante aver individuato i propri bisogni; va sottolineato che uno dei problemi nella relazione di coppia è l’idea che il partner debba intuire i nostri bisogni senza che li comunichiamo.
È interessante ciò che avviene nella fase dell’innamoramento, come viene sottolineato nel libro “La coppia viva” scritto da Hal e Sidra Stone, la coppia che ha creato il metodo della psicologia dei sé, il Voice Dialogue: si è attratti dalle persone che mandano in onda i nostri sé rinnegati.
Esempio: Anna è fantasiosa, poco pratica, disordinata e viene attratta da Dario che invece è razionale, concreto,ordinato (che sono i sé rinnegati di Anna, mentre gli aspetti della sua personalità sono i sé rinnegati di Dario). All’inizio della loro relazione tutti i sé critici e razionali si fanno da parte, ed emergono i sé afroditici, bambini, romantici e così via e tutto appare bellissimo, si sentono completamente accettati e amati dall’altro. Dopo un certo periodo, però, i loro sé primari (quelli che caratterizzano la personalità) cominciano a criticare gli aspetti dell’altro e iniziano i guai. Riconoscete il meccanismo? La soluzione sta nel conoscere bene se stessi, i propri funzionamenti, i sé primari e i sé rinnegati in modo da portare alla luce ciò che giace all’interno e che ci influenza senza che ce ne accorgiamo. Solo così si può avere una gestione consapevole della relazione.
Per trovare la persona giusta occorre adoprarsi per diventare più completi ed equilibrati; la legge d’attrazione farà il resto.

Silvana Borile




Respiro ed energia vitale
 

L'energia vitale o "prana” (così definita in sanscrito dalla filosofia orientale letteralmente forza o soffio vitale) ha il potere di riequilibrare le cellule del nostro corpo, accelerando i processi di guarigione e ripristinando l'armonia psicofisica.
Essendo il prana la forza vitale presente nell'universo che consente di vivere, è un patrimonio comune a tutti gli uomini.
II modo per accedervi è utilizzarlo in maniera adeguata perché possa essere risanante, equilibrante ed energizzante è respirare correttamente: con un respiro completo, toracico-addominale e nasale.
Infatti una volta imparato il modo di respirare bene e consapevolmente la respirazione diventa una fonte di energie vitalizzanti.
Il nostro modo di respirare segnala la disposizione delle nostre energie: l'agitazione o l'eccitamento fanno sì che il respiro sia irregolare e rapido, ma quando siamo calmi ed equilibrati, la respirazione è lenta, regolare, abbastanza profonda.
Possiamo cambiare il nostro stato mentale e fisico attraverso il modo di respirare
. Persino quando siamo molto turbati, possiamo calmarci ed equilibrarci respirando lentamente e regolarmente.
L’abitudine di cercare all'esterno l’appagamento e la tendenza ad. aspettare che siano gli altri a darci positive sensazioni di benessere, gioia, realizzazione, sono difficili da interrompere. Ma quanto più cerchiamo fuori di noi la realizzazione, tanto più perdiamo il contatto con noi stessi. Il respiro consapevole, lento e profondo ce le ridona.
Man mano che si sviluppa il carattere del proprio respiro la consapevolezza che sorge dall'esperienza diretta si espanderà gradualmente fino a che il respiro e la consapevolezza diventeranno un'unità. Allora le energie della consapevolezza e del respiro si stimoleranno mutuamente e l'energia aumenterà.
II processo è quasi come il caricare una batteria: si inserisce consapevolezza o energia mentale nel respiro e si stimola l'energia.
Questo è il segreto dell'abbondare dell'energia.
Quando sì è consapevoli del respiro, la vita può diventare più equilibrata. Persino quando ci si trova in situazioni che destano ansia, rabbia, frustrazione o dolore si può dissolvere il turbamento essendo semplicemente consapevoli della respirazione lenta, calma, ritmica.
Quanto più a lungo si accumula energia con il respiro tanto più si calma tutto il corpo; dando all'energia la possibilità di stabilizzarsi ci si calma ad ogni livello.
Poiché sia le energie esterne che interne derivano dalla stessa fonte, a misura che il proprio ambiente interno cambia, muta anche la nostra relazione con il mondo esterno.
Respirare ha radici profondi nell'essere e nell'energia vitale.

Esiste un particolare tipo di terapia che utilizza il prana, l'energia vitale: la pranoterapia, o riequilibrio energetico. Alcune persone, dotate di particolari qualità, possono infatti divenire "canali" di questa energia e la trasmettono attraverso l'imposizione delle mani.
È risaputo che nei templi egizi alcuni sacerdoti guarivano i malati con l'imposizione delle mani; lo stesso dicasi dei templi romani. Al re di Francia, Luigi IX (san Luigi) si attribuiscono molte guarigioni ottenute con 1’imposizione delle mani e non fu l'unico né tra i regnanti né tra gli stessi papi. Lo stesso sistema fu usato da molti santi per operare guarigioni miracolose.
L'energia vitale è ricca di differenti qualità e vibrazioni; a seconda dell’operatore si manifesta con qualità, intensità e risonanze diverse dipende dal livello di chi opera, dal suo pensiero, dalla sua spiritualità, dal suo tipo di vita, dal suo stato psicofisico, dal suo livello di evoluzione. Alcuni terapeuti operano in campi specifici, chi più sul piano fisico, chi su quello psichico, chi su quello evolutivo-spirituale, chi su tutti i livelli.
L'energia pranica, o energia bioradiante» o fluido emessa dal terapeuta entra nel corpo e nel campo elettromagnetico del malato e ne ristabilisce l'equilibrio psicofisico.
Questo riequilibrio energetico può avere dei notevoli effetti benefici, oltre che su varie problematiche di tipo fisico sul sistema nervoso, l'apparato mentale, il piano emotivo; in una parola, sul disagio esistenziale.
Eliminando stati di ansia, depressione, angoscia, paure, fobie, porta il soggetto a uno stato di maggiore benessere.
Da questo benessere può partire una trasformazione, un miglioramento, un ampliamento della consapevolezza e quindi della personalità.

Silvana Borile




Voice Dialogue
la costellazione dei sé

 

Il Voice Dialogue è uno straordinario metodo di sviluppo di consapevolezza e crescita personale.

È stato ideato da una coppia di psicoterapeuti americani, Hal e Sidra Stone, negli anni ’70.
Hal, in occasione degli incontri tenuti nel giugno ’05 all’Università di Arezzo, fece questo commento: “Le persone, quando si innamorano, fanno cose strane; noi abbiamo fatto il Voice Dialogue!”
Queste due meravigliose persone ci hanno dato un efficace strumento di scoperta degli aspetti che giocano a favore o contro i nostri obiettivi e il nostro stare bene.

Siamo come un grande mosaico di cui conosciamo solo poche parti che, nel linguaggio del Voice Dialogue, vengono definiti “sé”.
Quando usiamo la parola “io” ci riferiamo in realtà ai cosidetti “sé primari” ossia quelle parti di noi che si sono strutturate già dalla prima infanzia con l’intento di proteggerci e farci accettare dagli altri.
A questo scopo si sono nutriti dei credo familiari e culturali,cercando di farceli osservare.

Nel team dei sé primari troviamo, per citarne alcuni:

- Il Protettore, quella parte di noi che ha l’ intento di proteggerci e di farci seguire le regole della famiglia (che possono essere molto diverse per ogni nucleo familiare) e quelle della società in cui siamo nati.

- Il Critico, quella parte che ci critica in tutto, dal corpo, a come ci comportiamo, a quello che diciamo; inoltre ci paragona agli altri sempre a nostro sfavore.
Ci critica per farci essere perfetti, inattaccabili, in modo da essere accettati, o amati, o per raggiungere il successo, ma di fatto ci distrugge e mina fortemente l’autostima.

- L’Attivista, il sé che pensa che abbiamo valore solo se siamo attivi, se lavoriamo tanto; non ha limiti e non tiene conto dei nostri reali bisogni, sia fisici che psicologici.
Attivista e Critico possono minare molto la salute.

- Il Gentile o compiacente che si struttura quando,ancora piccoli, scopriamo che abbiamo un buon ritorno se siamo carini, sorridenti e compiacenti.

Nel loro intento protettivo, questi sé hanno “tolto di mezzo” molte altre nostre parti , che il Voice Dialogue chiama “sé rinnegati”.
Tra questi troviamo i sé vulnerabili (es. il Bambino), i sé istintuali, i sé intuitivi.
Queste parti rinnegate racchiudono qualità e limiti che non sappiamo di avere e che influenzano fortemente la nostra vita sentimentale, l’area professionale e la salute.
Il Voice Dialogue ci fa conoscere tutte queste parti, il loro funzionamento e come ci influenzano, arrivando a strutturare un centro, l’Ego consapevole, che è in grado di gestirle e renderle disponibilii nei modi e nei tempi adeguati ai nostri bisogni. Diviene così il direttore della nostra orchestra interiore, di cui sa riconoscere e gestire gli strumenti.

Nel Voice Dialogue “trovare se stessi” non è più soltanto una frase, è una realtà.

Silvana Borile